misurare l'autosufficienza degli Anziani

Misurare l'autosufficienza degli Anziani

Come misurare l’autosufficienza degli Anziani e perché è necessario farlo? Vediamolo insieme partendo però da alcune considerazioni.

Chi svolge assistenza agli Anziani, soprattutto a domicilio, sa bene che, a volte, la percezione dell’autosufficienza dell’Anziano, da parte della Famiglia, non è obiettiva.  Mi spiego meglio.

A volte la Famiglia riferisce che la persona presenta disabilità (come mangiare, camminare) che, in realtà, sono meno gravi di quanto ci viene raccontato.

Altre volte invece, sempre la Famiglia, sottovaluta e non considera alcune disabilità che sono evidenti ma non vengono percepite o riconosciute in modo corretto.

Non voglio soffermarmi in riflessioni sul perché succede questo. 

E’ però importante sapere quali strumenti possiamo utilizzare per definire in modo chiaro, il grado di non autosufficienza dell’Anziano che dobbiamo assistere.

Perché è necessario misurare l'autosufficienza degli Anziani

misurare l'autosufficienza degli Anziani

I motivi per cui si rende spesso necessario dare un valore, un numero, al grado di autosufficienza degli anziani sono moltissimi. 

E’ fondamentale per i seguenti  motivi:

      • L’Ente Pubblico, ad esempio, può stabilire di quali aiuti economici, assistenziali o socio sanitari ha diritto la Persona. 
      • I Responsabili dei servizi possono definire i “carichi di lavoro” e, di conseguenza, organizzare al meglio il lavoro all’interno di una Struttura. 
      • Gli Assistenti Familiari e le Famiglie  possono capire a quale livello dovrà essere inquadrato il collaboratore. 
      • Le equipe multi professionali o il singolo Operatore vogliono capire se l’Anziano ha avuto un miglioramento o un peggioramento rispetto alle sue abilità residue. 
      • Elaborare e mettere in pratica il PAI, cioè il Progetto Assistenziale Individualizzato. 

Uso dei numeri e degli strumenti

L’obiettività è fondamentale per fare una buona valutazione del grado di autosufficienza. Ma cosa significa essere obiettivi?

Significa poter misurare le abilità residue della Persona in modo oggettivo e con i numeri. Certo le Persone non sono numeri, non spaventarti! Sto solo dicendo che, affinché un dato sia oggettivo, uguale per tutti e non influenzato dal giudizio personale, occorre usare strumenti che ci diano valutazioni numeriche. 

E’ un concetto tanto difficile da comprendere? Solo in apparenza. Leggi fino in fondo e vedrai che è più semplice di quanto pensi.  

La comunità scientifica fornisce molti strumenti di valutazione e misurazione della non autosufficienza. Alcuni vengono  utilizzati come strumenti ufficiali da parte delle Regioni, per avere una valutazione obiettiva finalizzata all’erogazione di aiuti ed assistenza. 

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Caratteristiche degli strumenti di valutazione delle abilità residue

Le abilità residue sono tutto ciò che la Persona è in grado di fare in autonomia, cioè senza l’aiuto di altri. 

Come dicevamo, sono tanti i motivi per cui può essere utile per valutare queste autonomie ma, per farlo, occorre avere a disposizione apposito strumenti di valutazione della non autosufficienza.

E’ importante che, di qualsiasi strumento si tratti, esso risponda alle seguenti caratteristiche:

        • validità: nel senso che devono essere validate dalla comunità scientifica
        • utilità: devono servire allo scopo per cui vengono utilizzate
        • affidabilità: devono dare risultati sicuri ed inequivocabili
        • riproducibilità: devono poter essere utilizzate in più contesti e per tipo di soggetto
        • semplicità di compilazione: ogni professionista del settore socio assistenziale e socio sanitario deve poterle compilare
        • facilità di comprensione: tutti possono capire il risultato della scheda utilizzata 

 

Gli strumenti di valutazione più comuni delle abilità residue

Come abbiamo già detto, gli strumenti di valutazione dell’autosufficienza dell’Anziano, validati dalla comunità scientifica,  sono tanti.

Ma dobbiamo conoscerli e usarli tutti? Assolutamente no! 

Le capacità residue dell’Assistito infatti devono essere fatte in modo semplice, senza ripetizioni ma, soprattutto. devono essere utili allo scopo. 

Per questo dobbiamo individuare lo strumento che più si addice al nostro caso ed utilizzarlo sempre e correttamente. 

Gli strumenti che puoi utilizzare soprattutto in ambito domiciliare, sono tre:

IADL

Questo strumento va ad indagare su quali sono le autonomie di cui è ancora in possesso l’Assistito all’interno ed all’esterno del contesto abitativo. Le autonomie indagate sono: 

        • la capacità di usare il telefono;
        • fare la spesa 
        • preparare il cibo
        • governo della casa
        • fare il bucato
        • usare i mezzi di trasporto
        • autosomministrare i farmaci
        • la capacità di usare il den

ADL

Attraverso la compilazione di questa scheda, l’Operatore può valutare quanto una persona è in grado di gestire in autonomia gli “atti quotidiani della vita”. L’ADl infatti va a misurare se la Persona:

        • è in grado di fare il bagno da sola
        • sa vestirsi e svestirsi
        • è in grado di andare nella stanza da bagno per la minzione e l’evacuazione, pulirsi, rivestirsi
        • riesce a spostarsi ad esempio da e per il letto
        • controlla completamente feci e urine
        • è in grado di alimentarsi in autonomia

Rappresenta uno degli strumenti di valutazione della funzione fisica più noti, soprattutto in ambito riabilitativo.
Fornisce un punteggio indicativo delle capacità del soggetto di alimentarsi, vestirsi, gestire l’igiene personale, lavarsi, usare i servizi igienici, spostarsi dalla sedia al letto e viceversa, deambulare in piano, salire e scendere le scale, controllare la defecazione e la minzione.
Il punteggio assegnato per ogni funzione può essere 15, 10, 5 o 0. Per esempio, vengono assegnati 10 punti se il soggetto si alimenta autonomamente e 5 punti se richiede aiuto (per esempio tagliare il cibo). Per il controllo della minzione e defecazione si considera indipendente il paziente che gestisce autonomamente i propri bisogni; con aiuto se richiede l’aiuto (anche parziale) di altri per utilizzare strumenti quali pappagallo o padella; dipendente se usa il catetere o presenta episodi di incontinenza, anche saltuari.
Il punteggio massimo è assegnato solo se il paziente esegue il compito in modo completamente indipendente, senza la presenza di personale d’assistenza.
Il punteggio massimo è 100 ed indica l’indipendenza in tutte le attività di base della vita quotidiana.

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